Collateral Beauty: ritrovare il senso della vita dopo una perdita? Si può!

Tempo per la lettura: 2 minuti circa

Collateral Beauty: dopo la felicità, Will Smith ricerca la bellezza collaterale e il senso della vita.

Perdere un affetto è tutto fuorché facile. È imprevedibile, disastroso, un colpo allo stomaco, una manciata di sassi da mandar giù senza esitare. Perdere un affetto è inverosimile, irreale tanto che quando capita a te per una frazione di secondo, prima di scontrarti contro l’amara realtà, incredulo provi a chiederti “Proprio a me?”. È questa la sensazione di smarrimento e isolamento dal mondo che rende la vita di Howard, protagonista di Collateral Beauty, una sterile, meccanica ed insensata successione di istanti senza emozioni e senza sorriso.

Will Smith interpreta un padre depresso e abbattuto dalla morte di sua figlia, portata via a soli sei anni da un brutto male, e che intende vivere quello che resta della sua vita intrappolato in un incrocio senza direzioni e punti di riferimento. La sua vita è ormai confinata ad un minuscolo appartamento in affitto nella periferia newyorkese, dove la notte e il giorno si rincorrono senza sosta, tagliando fuori e trascurando qualsiasi amicizia ed impegno professionale.

Ma saranno proprio i suoi amici, nonché colleghi, ad ideare uno stratagemma per far sì che Howard possa riscoprire di nuovo il senso della vita, ritrovare il suo nord e la forza di andare avanti e reagire agli sgambetti del destino. Con l’aiuto di una detective, gli amici scopriranno che Howard ha scritto tre lettere di protesta, ricolme di rancore ed accusa, indirizzate a quelle tre entità che lui aveva a lungo ammirato: la Morte, l’Amore e il Tempo, che tanto ricordano i tre fantasmi del Signor Scrooge ne Il Canto di Natale di Dickens. Non ci sono regole per elaborare un lutto e quello di Howard è l’unico possibile tentativo di terapia mediante il quale il protagonista si rivolge al cosmo in cerca di risposte.

In una magnifica ibridazione tra cinema e teatro, gli amici di Howard ingaggeranno tre attori che interpreteranno rispettivamente i destinatari delle lettere. Questi, entrando nella ormai spenta e solitaria vita di Howard, avranno il compito di ricondurlo sulla retta via, quella dove il tempo cede il passo alla morte, ma dove l’amore rimane sempre e comunque un’eterna linfa vitale e una speranza per tutti. In una cornice di finzione nella finzione, Collateral Beauty mette in scena una storia drammatica mostrando ai propri spettatori che reagire e rinascere dalle ceneri delle prove che il destino ci riserva è possibile, magari anche un po’ forzando la mano – proprio come hanno fatto gli amici di Howard che hanno sostanzialmente raggirato il nostro protagonista.

Tuttavia, Collateral Beauty cala il proprio sipario su un finale quasi magico, dove quella che sembrava essere una messa in scena teatrale pare tradirsi col sorriso di quei tre personaggi che, catapultati nella vita di Howard quasi per casualità, sembrano rallegrarsi di esser riusciti nella loro missione. Una missione che potremmo osare chiamare miracolo!

Fonte immagine: centrocampus.it

Close
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: