Eurovision Song Contest: la finale

Si chiude la grande kermesse musicale

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Eurovision, la grande finale di Kyev

Questa sera decideremo chi sarà l’erede di Conchita Wurst, di Toto Cutugno e di Jamala. Sicuramente nessuno ricorda chi sia l’ultima dei tre citati, ma mai paura perché se tutto va bene non lo sa nemmeno lei di aver vinto lo scorso anno. Non voglio dire che quest’anno sia un’edizione noiosa, vi dico solo che abbiamo assunto psicofarmaci per restare svegli e non cadere in un coma senza ritorno.

Questa sera dovremo anche cercare di essere un po’ più professionali ed obiettivi. Nonostante in molti ci abbiano accusato di non essere assolutamente obiettivi, noi confermiamo la massima serietà e anzi allarghiamo la platea dei votanti con scheda della Gazzella, in modo da garantire sempre più voti seri e professionali.

Israele: in settimana si è parlato più dell’aspetto del cantante che della sua canzone. D’altronde non fa parte anche questo della strategia per portare a casa voti? Da apprezzare il fatto che sul palco Imri porti movimento, balli circondato da ballerini. Fiamme escono dal palco alzandosi verso il cielo, qualche acuto completamente cannato, il pubblico dell’arena apprezza e anche noi da casa, anche se nel complesso, più bello che bravo. GATTO SORNIONE

Polonia: la Polonia decide di farsi dimenticare ancora prima di salire sul palco. Pezzo scialbo, cantante scialba e pubblico del parterre che si accascia esanime al suolo emanando dei rantoli prima di spirare COMATOSA

Bielorussia: dalla sagra del capitone di Reggio Emilia arriva la coppia di bielorussi che devono soltanto ringraziare Iddio per aver raggiunto la finale. Impieghiamo circa un quarto d’ora per capire quale lingua parlino, perché pur sembrando russo, in realtà ci sembra di capire addirittura intere frasi in inglese. A bordo di un mini Hovercraft i due gorgheggiano come l’airone durante la stagione dell’accoppiamento. L’unica speranza che ci rimane è che l’hovercraft si metta in moto e i due abbandonino il palco seduta stante COGLIONI VOLANTI

Austria: è arrivato il grande giorno della finale dell’Eurovision anche per l’Austria e Conchita Wurst si rigira nella tomba dato che col pezzo di Nathan al massimo avresti venduto 200.000 copie nel 2002. Tutto bene se non fosse che siamo nel 2017 quindi siamo arrivati qui con 15 anni di ritardo. Le sue scarpe dotate di ali dorate sarebbero utili solo se lo portassero fuori dai piedi alla velocità della luce PESAAAANTE

Armenia: avvolta nel fumo, Artsvik ricompare miracolosamente sul palco. Sulla coscienza ha l’aver portato via la finale ad almeno 6-7 nazioni che la meritavano ben più di là. I ritmi orientali sembrano poter dare una svolta al pezzo che però non decolla mai e così nel complesso a parte qualche acuto random senza motivo, la canzone non si farà probabilmente troppo ricordare SCIALBA

Paesi Bassi: in questi giorni abbiamo sentito spesso paragonare queste tre derelitte alle Destiny’s Child, ma credo che anche la più sfigata delle Destiny’s, ovvero Michelle (se ancora vi fosse bisogno di chiarire chi delle tre era quella che non ce l’ha mai fatta) bestemmierebbe in indonesiano per il paragone. La canzone è il classico pezzo da raccolta fondi dopo un qualunque disastro naturale, ma queste tre al massimo possono lanciare una raccolta fondi per rifarsi look e silhouette. Non necessariamente magro è bello, ma se indossi abiti attillati, da sexy a porchetta il passo è brevissimo SALUMIERE

Moldavia: il motivetto con la trombetta entra in testa subito, le lezioni che negli ultimi anni anni Major Lazer e Fifth Harmony hanno impartito sono state ben studiate e riproposte. Simpatica anche la presentazione sul palco, piacevole non solo il motivetto, ma anche la coreografia. Potrebbero essere loro la sorpresa di questa edizione? BRAVA GIOVANNA BRAVA!

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Ungheria: no comment, e credetemi che è meglio che non diciamo nulla, in particolar modo in merito all’oro sul vestito. Si salva solo la base col motivetto orientale.

Italia: atteso da mesi, dopo la vittoria a Sanremo, Francesco Gabbani porta un pezzo che in Italia ha ampiamente sfondato e il cui video ha totalizzato oltre 100 milioni di visualizzazioni. Bravo sul palco, padrone della situazione, vincente la scelta di portare il gorilla sul palco anche a Kyev, il pubblico sembra conoscere il motivetto (pur se in italiano) e risponde bene ballando. Non resta che sperare che possa essere l’anno giusto. APPROVATO

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Danimarca: l’altra volta l’avevamo notata per la fessura tra i denti e anche stavolta davanti al traforo del Monte Bianco che la cantante si ritrova in bocca, la canzone passa assolutamente in secondo piano TRAFORATA

Portogallo: nessuno ha ancora capito bene come possa questa canzone possa essere favorita, soprattutto se cantata da questo ragazzo. A parte che chi ha disegnato la giacca dovrebbe vedersi ritirato immediatamente il patentino di stilista, io francamente tutta questa passione per una lagna del genere non la capisco. Non capisco nemmeno la cantante dell’Armenia che piange, ma può darsi che le lacrime siano una premonizione del suo posizionamento in classifica LAGNA VIVENTE

Azerbaijan: un look da ergastolo e una canzone da pietà fanno classificare questo pezzo all’ultimo posto di qualsiasi classifica della vita. Se a questo aggiungiamo che la cantante sembra simpatica come l’ernia del disco il giorno prima della finale olimpica del salto in alto. Il pezzo dal titolo “skeleton” rispecchia benissimo come vorremmo esser noi pur di non sentirla: MORTI

Croazia: ed eccoci arrivati alla Croazia, condannata alla pena capitale per aver rubato il posto in finale alla Macedonia con una canzone oscena. Se anche volessimo essere buoni e comprensivi, volendo dare tutte le giustificazioni del mondo al pezzo ed al cantante, il continuo cambio di voce onestamente sembra una trovata da due soldi. BIPOLARE

Australia: dal 2015 nessuno capisce perché l’Australia partecipi, e per quante scuse si possano trovare, onestamente non sarò mai d’accordo con questa partecipazione extra-comunitaria. Il cantante, col suo look da 15 anni porta a casa la prestazione, il pezzo è orecchiabile ma qualitativamente lontano anni luce dal pezzo di Dami Im dello scorso anno (che infatti riscosse ottimo successo anche in patria) AGRODOLCE

Demy: in comune con la più celebre Lovato ha non solo il nome, ma probabilmente anche la carriera da pizzettara che vende le copie dei propri dischi soltanto ai parenti. Di una bellezza statuaria, canta un pezzo che riassume appieno la canzone tipica dell’Eurovision Song Contest: partenza lenta, ritmo che incalza e ritornello esplosivo TIPICA

Spagna: Francia o Spagna pur che se magna dicevano, ed infatti se la Spagna non vince l’Eurovision da 50 anni probabilmente sarebbe il caso che nel paese dei tori si facessero due domande e si dessero due risposte. La stonatura sul finale è il perfetto coronamento di una prestazione tra l’imbarazzante ed il diarroico CAGOTTO

Norvegia: canzone senza lode e senza infamia per la Norvegia che se non altro si distingue dagli altri per il genere scelto, ovvero l’electropop. Pezzo orecchiabile ma non indimenticabile, look da denuncia penale ma effetti audio degni di nota LIMBO

Regno Unito: dopo la Brexit gli inglesi avrebbero potuto anche stare a casa, se non condividi i valori e lo spirito europeo, puoi anche togliere direttamente il disturbo. D’altronde se arrivi sempre tra gli ultimi e non sfrutti la tua potenza musicale DI COSA STIAMO PARLANDO?

Cipro: sottovalutato Cipro che non ha nulla da invidiare ad Israele, ma meno intelligentemente non sceglie una mise desnuda e quindi sicuramente non porta a casa il seguito di Imri. Il pezzo è bello anche se definirlo plagio probabilmente non rende l’idea SOTTOVALUTATO

Romania: il pezzo, che al primo ascolto era più fastidioso delle vesciche quando indossi per il primo giorno le All Stars, dopo due ascolti diventa piacevolissimo ed anzi si colloca ai vertici della musica planetaria. Il pezzo sicuramente candidato ai prossimi Grammy Awards potrebbe essere il più premiato della storia TOP DI GAMMA

Germania: la Germania è una certezza, come la pioggia quando non hai l’ombrello, certezza di avere l’ultimo posto occupato. È davvero incredibile come il teutonico paese non sia in grado di mandare da anni una canzone decente e si posizioni costantemente sul fondo della classifica. La cantante tra l’altro si rivela essere completamente svociata, insomma un DISASTRO

Ukraina: l’Ukraina si è resa conto di non potersi permettere di organizzare un’altra edizione dell’Eurovision e così propone una canzone totalmente fuori dai canoni dell’Eurovision e di una bruttezza imbarazzante. Di una cosa siamo sicuri, nel 2018 l’Eurovision non si terrà nuovamente a Kyev RIDIGOLI -(volutamente con la G)-

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Belgio: in settimana abbiamo ascoltato parecchio il pezzo di Blanche e wow avevamo detto. Poi di nuovo Blanche sul palco e di nuovo i coglioni volano a Tunisi perché non si può essere così mummia, non si può cantare con una tonalità del genere da marmitta catalittica! Ma come si fa dico io? MA COSA FAI??

Svezia: la Svezia fa sempre la volpina e come sempre e giustamente ci prova a vincere. Il motivetto è di quelli che possono restare in testa, il ragazzo come tutti gli svedesi e le svedesi presentate ha il suo perché quindi chi sa mai… Svezia che si inserisce nelle posizioni nobili a sorpresa? SORPRESINA?

Bulgaria: sul bambino della Bulgaria ci eravamo già ampiamente espressi durante la prima semifinale ed ancora una volta confermo la pesantezza dell’individuo nel suo complesso, convinto come sono che i bambini debbano giocare a casa e finirla di intasare i programmi tv. I bookmakers lo danno come terzo favorito? Justin Bieber wannabe ce la potrebbe fare? MA ANCHE NO

Francia: la Francia è uno dei 5 paesi qualificati di diritto direttamente alla finale. Nel pre-eurovision era data tra le favorite, poi probabilmente col passare delle settimane il pezzo ha perso un po’ di favore. Ritmi orientaleggianti ed arabi, canzone in lingua, carino ma niente di irresistibile. ARABA FENICE

E dopo ore di voti, litigi, capelli tirati e dentiere saltate, ecco la nostra classifica:

  1. Svezia – 257
  2. Italia – 254
  3. Israele – 243
  4. Grecia – 238
  5. Moldavia – 236
  6. Romania – 223
  7. Francia – 215
  8. Cipro – 199
  9. Polonia – 189
  10. Norvegia – 185
  11. Armenia – 178
  12. Danimarca – 172
  13. Austria – 171
  14. Regno Unito – 169
  15. Belgio – 167
  16. Germania – 163
  17. Ukraina – 161
  18. Bielorussia -160
  19. Bulgaria – 151
  20. Australia – 150
  21. Azerbaijan – 150
  22. Croazia – 142
  23. Olanda – 118
  24. Spagna – 102
  25. Ungheria – 94
  26. Portogallo – 88

Da questa classifica possiamo desumere subito un paio di cose:

  • la prima è che continuiamo a scrivere Ukraina con la K perché sostanzialmente siamo tutti un po’ Irina e Svetlana quindi giù di K pesanti perché la C è troppo banale
  • Il Portogallo è favorito secondo tutti e infatti noi lo mettiamo neanche secondo o terzo, ultimo direttamente, perché abbiamo capito tutto della vita

23.42 -> prendiamo la linea dalla regia per informarvi, nel caso non lo abbiate notato, che è apparso un culo australiano. Il disturbatore è stato subito allontanato dal palco dalle forze di sicurezza.

Il voto delle giurie tecniche si rivela come ogni anno molto politico e molto poco oggettivo, non tanto perché non abbiano votato noi, ma perché si assiste costantemente a scambi di voti tra paesi vicini o amici. Il vincitore di gran lunga sugli inseguitori dopo la prima fase della votazione è il Portogallo. Al secondo posto la Bulgaria, al terzo la Svezia, mentre l’Italia è soltanto settima.

A mezzanotte e trenta minuti finisce ufficialmente il sogno dell’Italia, con Gabbani che si posiziona all’ottavo posto tra i paesi più votati dal pubblico europeo. A stravincere anche al televoto popolare è il Portogallo che è quindi campione dell’Eurovision Song Contest 2017.

MEGLIO NON DIRE ALTRO

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Ecco la situazione presso la sede della Gazzella, dove SENZA POLEMICA abbiamo accolto i risultati:

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