Il micromondo dei sirfidi

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Ho cominciato da un paio di giorni a leggere l’autobiografia di un autore svedese, un certo Fredrick Sjöberg, intitolata “L’arte di collezionare mosche“, in cui parla della sua passione per il collezionismo. Egli tuttavia non colleziona e cataloga francobolli, figurine o modellini automobilistici, bensì insetti, e in particolare i sirfidi.

A partire dal giorno di aprile in cui il sole a sud fa aprire i primi boccioli del salice, cominciano a volare anche i primi sirfidi. Piccole specie poco appariscenti che spesso vengono definite rare nei libri, forse perché sono davvero molto poco diffuse, ma più probabilmente perché nessuno si dà il tempo di vederle. […] Inoltre i salici migliori sono in genere così alti che non ci si arriva con il retino: si può solo stare sotto a osservare con il binocolo quello che succede tra i fiori in cima, tormentandosi il cervello e domandandosi quali specie stiano volando lassù. Naturalmente si può comprare un manico [per il retino] più lungo (gli ingegnosi cechi ne hanno messo in commercio uno lungo otto metri) e starsene al sole di primavera come un saltatore con l’asta che ha perso la strada, ma pare che manici del genere siano difficili da maneggiare mantenendo la propria dignità, così sono andato alla ricerca di salici che fioriscano pur essendo bassi.

Sjöberg ha la capacità di toccare argomenti anche (apparentemente) distanti tra loro: compaiono quindi descrizioni delle isole svedesi, le storie di alcuni visitatori, riflessioni sul controllo – un argomento che, soprattutto nei primi capitoli, torna spesso, e che si concretizza nella necessità del collezionista di avere un limite; ma che sorprende un poco, per le esperienze di vita dello stesso Sjöberg – e, soprattutto, le storie di altri entomologi, veri e propri avventurieri.

Cosa sono quindi questi sirfidi di cui l’autore è follemente appassionato?
I sirfidi sono insetti innocui e abbastanza facili da avvicinare: è sufficiente aprire il palmo della mano e accostarsi lentamente a essi mentre sono in volo perché si posino sopra. Sono eccellenti volatori, tant’è che possono restare sospesi in aria, apparentemente immobili, anche per molti secondi, per poi riprendere il volo con veloci scatti brevi.
Gli insetti adulti hanno un aspetto simile a quello delle api e delle vespe, motivo per il quale vengono erroneamente scambiati per loro (i sirfidi non hanno invece il pungiglione). Il loro addome infatti è colorato di giallo e di nero: si tratta di una forma di mimetismo, chiamato mimetismo batesiano, che si verifica quando una specie animale, innocua e inerme di fronte ai predatori, sfrutta la sua somiglianza con una specie velenosa e/o pericolosa, arrivando a imitarne colorazione e comportamenti.

Eristalis arbustorum

Come le api sono degli ottimi impollinatori, perché come le api quando c’è una fioritura abbastanza consistente di una specie di piante frequentano solo quella, favorendo così il trasferimento del polline tra fiori della stessa specie e quindi la fecondazione necessaria alla produzione dei frutti. E’ facile infatti vedere questi insetti volare nei nostri giardini e orti. Alcune specie di sirfidi sono molto importanti anche nel controllo di alcuni parassiti delle nostre piante, soprattutto degli afidi. Infatti le larve di molti sirfidi sono predatrici molto voraci di afidi, tanto che alcune specie sono allevate e vendute per la lotta biologica contro questi parassiti.

Episyrphus balteatus

 

Fonti foto: ortoecologo.jimdo.com

 

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Mi chiamo Stefano e studio Nutrizione Animale. Mi piacciono la natura, gli animali, la lettura e sognare a occhi aperti.
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