Il colore delle cose nascoste: storia di un amore ad occhi spenti

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Presentato fuori concorso alla 74esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia, Soldini porta il tema della cecità sul grande schermo.

Emma è solo una ragazzina quando perde la vista e nonostante una simile perdita possa rappresentare quanto di più tragico per una giovane donna che si appresta a conoscere e amare il mondo, non cede mai nello sconforto, non si abbandona all’impotenza, non si arena nel buio. Conosciamo Emma come una donna in carriera, con un matrimonio alle spalle e una miriade di persone che le orbitano intorno. Emma, lungi dal far delle sua cecità una condanna, impara responsabilmente a convivere con la sua disabilità, conducendo una vita straordinariamente ordinaria.

Una routine impeccabile che viene ad essere scossa dall’incontro con Teo, un affascinante pubblicitario farfallone, congenitamente distratto, inaffidabile e superficiale, che conduce una vita sregolata, con più donne nello stesso pugno, seminando bugie, promesse e responsabilità di cui non si farà mai carico.

Per quanto per indole e personalità rappresentino due poli opposti, dopo un vero e proprio incontro al buio, Teo ed Emma impareranno a conoscersi, scoprendo un reciproco e sconfinato affetto e diventando i protagonisti di una genuina storia d’amore che va al di là della percezione ottica del mondo, che non si ferma alle apparenze e supera le difficoltà legate alla cecità dell’una e all’aridità di cuore dell’altro.

Teo con i suoi occhi guiderà Emma nel mondo materiale delle cose, ma Emma con la sua sopraffine sensibilità gli insegnerà a riscoprire il mondo con i suoi odori e forme e a meravigliarsi di tutto ciò che quotidianamente balza ai nostri occhi ma di cui non ci curiamo e che ci limitiamo a vedere e non osservare. La cecità diviene muta protagonista di questa pellicola che, mediante l’esempio del suo personaggio principale, dimostra come gli occhi non siano sempre l’unico veicolo per ammirare il mondo, ma che esistono altri sensi per poterne contemplare la sua tacita bellezza.

Non solo, Soldini porta sul grande schermo una storia che insegna come convivere con una disabilità non preclude la possibilità di vivere una vita normale, che contempli l’opportunità di innamorarsi e di condividere un affetto, poiché fondamentalmente in amore siamo tutti diversi e imperfetti.

Fonte immagine: www.spettacolandotv.it

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