Il trionfo di Demi Lovato che ne ha finalmente combinata una giusta. [RIBVIEW]

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Il 29 settembre è uscito Tell Me You Love Me, il quinto album di Demi Lovato, ecco cosa ne penso!

Ammettiamolo, Demi Lovato sta sul cazzo a tutti. Conosco davvero poche persone che la riescono a sopportare e il 60% di queste indossa le UGG ed ha ancora un account attivo su Habbo. Il mio astio nei suoi confronti ha origini arcaiche e trova fondamento nella primordiale diatriba con Selena Gomez, risalente a quando ancora entrambe lavoravano per Disney Channel e cominciavano ad odiarsi a causa di Taylor Swift, la quale sputava veleno già a inizio decennio. Chiaramente la tendenza a schierarmi sempre dalla parte dei più deboli mi ha indotto a prendere le parti di colei a cui madre natura non ha concesso alcun tipo di talento se non un ottimo sense of fashion ed un invidiabile successo su instagram. Perciò, dopo anni passati a screditare Demi e la sua musica, la mia reazione all’ascolto dei primi pezzi estratti dal nuovo disco è stata molto simile a quella di Antonella quando Leandro rivela in diretta televisiva di essere il padre di Patty.
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la copertina dell’album
Il problema principale di Demi Lovato (oltre ai modi indegni in cui si ostina a presentarsi sui red carpet, al forzatissimo atteggiamento da bad girl del ghetto che non le si addice minimamente, alla presunzione mista alla permalosità mista al vittimismo misto al fatto che farebbe di tutto pur di vincere un cazzo di Grammy) è che non soddisfa le aspettative che le sue qualità canore permettono agli ascoltatori di  avere nei confronti della sua musica. Cool For The Summer è probabilmente una delle canzoni pop migliori del decennio, ma Confident è davvero un insulto al genere musicale a cui vuole appartenere, a partire dall’omonima imbarazzante traccia. Eppure con TELL ME YOU LOVE ME, uscito il 29 settembre, pare abbia trovato la sua strada: abbandonando i dischi interamente composti da filler tracks, ne ha finalmente proposto uno che non è innovativo ma di certo è piacevole all’udito. Qualcosa, quest’ultima, che ancora non era riuscita a fare. Quindi congratulazioni Demetria, non solo sei riuscita a farmi ricredere sul tuo conto, ma hai anche pubblicato un album di cui non dovrai vergognarti nel giro di un paio d’anni. Probabilmente continuerai a non vendere una copia manco chiedendolo cortesemente, ma almeno stavolta la colpa non sarà tua e di un paio di canzoni di merda, bensì della gente che non capisce un cazzo di musica. Quanto al sottoscritto, un po’ ti odio ancora, ma di meno. E persino i tuoi fans più sfegatati gioiscono di questo con me.
Ma poniamo fine ai convenevoli e diamo un’occhiata ai brani del disco, uno per uno.

SORRY NOT SORRY

Ogni volta che l’ascolto mi sento un puttanone indipendente in tutina aderente Adidas fluo che ha appena rinnovato l’abbonamento annuale alla Virgin Active al solo scopo di far crepare d’invidia tutti i suoi ex. Il video musicale è imbarazzante e Paris Hilton si sente a suo agio come me alle interrogazioni di fisica, ma il pezzo è una vera e propria iniezione di autostima da ascoltare ogni volta che per caso ci capita sotto gli occhi una foto di Emrata e ci sentiamo gonfi.

 

TELL ME YOU LOVE ME

Benché io non sia per nulla d’accordo col verso “you ain’t nobody till you got somebody” e mi faccia incazzare che nel terzo millennio ci sia ancora qualcuno a sostenere che sia necessario avere una persona al proprio fianco pur di poter vantare una sorta di valenza nel mondo, quel “i hope i never see the day that you move on and be happy without me” mi fa stringere il cuore e il modo in cui usa la voce in questo pezzo è pazzesco e niente fatemi piangere mentre scorro la galleria del mio iPhone e mangio gelati del LIDL.

 

SEXY DIRTY LOVE

Mood.

 

YOU DON’T DO IT FOR ME ANYMORE

Attenti, questa fa venire i brividi e stavolta non per il disgusto. Premete play e godetene, perché è oro puro. Probabilmente l’apice della sua carriera.

 

DADDY ISSUES

Credo non ci sia nient’altro da aggiungere:

 

RUIN THE FRIENDSHIP

Qui in pratica canta di quanto vorrebbe farsi bombare da Nick Jonas e in tutta onestà non vorrei sembrare smoderatamente drammatico ma mi ci sento proprio coinvolto a livello emotivo.

 

ONLY FOREVER

Forse il pezzo meno forte del disco.

 

LONELY feat. Lil Wayne

Uno dei brani migliori della sua carriera. Ha osato, sperimentando altri generi, e c’è riuscita alla grande.

 

CRY BABY

Melanie Martinez, vatti a nascondere: c’è una nuova cry baby in città e almeno lei ha una dentatura quasi umana. In questo pezzo Demi si congratula con il ragazzo di cui si è innamorata perché è riuscito a spezzarle il cuore nonostante fosse quasi impossibile. Masochistico.

 

GAMES

Ancheggia via il tuo dolore.

 

CONCENTRATE

Se amate mantenere un sottofondo sonoro durante i momenti più intimi col vostro partner e necessitate di nuova musica da aggiungere alla playlist after sex su Spotify, ma anche se non avete un partner e vi piace semplicemente rotolarvi tra le lenzuola in lingerie fingendo di star girando uno spot di Victoria’s Secret, questa è la canzone di cui avete bisogno.

 

HITCHHICKER

Sinceramente? Mi sono anche un po’ stufato di elogiarla. Pure il finale del disco è perfetto e chiude nel migliore dei modi questo suo nuovo percorso musicale. Se volete ascoltare l’album e di conseguenza sentirvi ingiustificatamente sexy e cattive premete qui e fatemi sapere cosa ne pensate su twitter (qui) o su instagram (qui)! Ora vado a rivedere Camp Rock per rispolverare il mio risentimento nei suoi confronti. Un baci8 🤡

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HEY! io sono ribster e siccome amo alla follia esprimere giudizi su argomenti che non mi competono, ho deciso di iniziare a farlo direttamente su un blog! se avete voglia di leggermi sparare a zero sui vostri artisti preferiti e volete scaricare la tensione insultandomi, SONO QUI!
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