Sam Smith è tornato con una nuova colonna sonora per le nostre vite di merda.

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Sam Smith torna col suo secondo album ad infrangere cuori, devastare vite, sfaldare anime, distruggere coppie e imparanoiare tutti quelli che pensavano di aver superato la disperazione causata dalla fine della loro ultima relazione, condannandoli alla nostalgia patologica con un semplice susseguirsi di note. Ecco cosa ne penso.

Io non sopporto Sam Smith. E non per la sua fastidiosissima capacità di mettere in musica tutte le peggiori sensazioni che periodicamente m’invadono corpo e mente. Nemmeno perché in un anno è riuscito a perdere oltre 20 kg ed ora può uscire di casa avvolto in tutti quei meravigliosi tuxedo firmati di cui non esistono taglie per noi ragazze curvy. E NEANCHE PER IL SUO ATTUALE BELLISSIMO NUOVO FIDANZATO BRANDON FLYNN, VA BENE? La verità è che non mi è mai scesa giù la sua vittoria agli Oscar del 2016. E non perché è da quando ho 5 anni che la sera mi chiudo in bagno e provo il mio discorso di ringraziamento per quando ne riceverò uno. Semplicemente perché quel premio doveva finire nelle mani di Lady Gaga e non per la millesima volta consecutiva alla colonna sonora di uno 007 a caso – che poi, seriamente, siamo all’alba del 2020, is James Bond still a thing???

Eppure un nuovo disco di Sam Smith ha nel mondo musicale quasi la stessa portata che ne avrebbe uno nuovo di Adele. E questo principalmente perché entrambi ormai da anni ripropongono periodicamente la stessa canzone, cambiando giusto un po’ il testo, la melodia e il bastardo a cui è dedicata. Ma non fraintendetemi, mi trovo anni luce dal sostenere che due degli artisti di maggior successo dell’ultimo decennio siano sopravvalutati. Imbarcarsi in sterili polemiche è l’hobby preferito di Selvaggia Lucarelli e lungi da me prendere il suo posto. E poi sarei incoerente dal momento che anche io, come immagino tutti voi, mi sono ritrovato a piangere convulsamente steso sul tappetino del bagno con una loro canzone sparata nelle orecchie ed una bottiglia vuota di Absolut Vodka in mano dopo essermela scolata trai singhiozzi come Annalise Keating mi ha ben insegnato a fare in quattro stagioni di How To Get Away With Murder. Quindi la verità universale che ci rende tutti fratelli è che siamo delle basic bitches patetiche e masochiste che, per quanto amino sostenere di ascoltare solo musica concetto e di ripudiare tutto ciò che è considerato popolare, segretamente ogni volta che parte Stay With Me si vedono scorrere la vita davanti poco prima di svenire a causa di una dose di emozioni palesemente insostenibile per un corpo che l’ultima volta che ha provato qualcosa è stato disgusto di fronte ad una foto su instagram in cui Miley Cyrus limona coi suoi cani.

la copertina dell’album

La musica triste, oltre a scoprire le nostre comuni vulnerabilità, ci induce anche a spendere miliardi in album, concerti e antidepressivi. Essere tristi è dunque un po’ un business. Io, per esempio, lo sono dalla nascita ma per ora l’unica cosa che ci ho guadagnato è stata uno shot offertomi per compassione da un barista dopo avermi visto in lacrime mentre Sono Solo Parole di Noemi scorreva in sottofondo nel locale. A Sam Smith è andata meglio, con 4 Grammy, un Oscar, un Golden Globe e un album di debutto che vanta la bellezza di 12 milioni di copie vendute mondialmente a soli 25 anni. Per questo motivo anche tutte le tracce del suo ultimo album THE THRILL OF IT ALL, uscito il 3 novembre, sono molto deprimenti e anche un po’ tutte uguali quindi niente ascoltatelo, leggetene i testi se non li capite, vedete quali si adattino maggiormente alla vostra disastrosa situazione sentimentale e sceglietene un paio su cui strapparvi i capelli per i prossimi mesi, un bacio.

 

TOO GOOD AT GOODBYES

Mi sono ripromesso di non esprimermi riguardo questo pezzo perché mi colpisce proprio on a personal level quindi vi va se parliamo di qualcos’altro tipo come state vivendo questa cosa che Justin e Selena stanno tornando assieme? Io per niente bene cazzo vaffanculo merda.

 

SAY IT FIRST

“If you love me, say it first”.
Esattamente così ogni volta che m’innamoro di uno sconosciuto sulla metro.

 

ONE LAST SONG

Sarà che in questo periodo soffro ogni volta che sento una canzone che contiene le parole “maybe one day” e parla di un ipotetico futuro in cui smetteremo di pensare costantemente alla persona che ci ha sfasciato il cuore, però pure questo brano mi ha fatto piangere. Cazzo.

 

MIDNIGHT TRAIN

Straziante e intensa, parla della forza necessaria per ricomporsi, mettere se stessi al primo posto e prendere le distanze da una relazione tossica. Senza dubbio la canzone migliore dell’album, credo sia anche l’unica in tutta la sua discografia in cui non fa il sottone umiliato.

 

BURNING

 

HIM

Un monologo pieno di speranza rivolto ad un Dio che non ti giudica se sei gay.
L’abbiamo già sentito mille altre volte in mille altre canzoni? Sì.
Ci ha un po’ rotto il cazzo? Sì.
Ci fa struggere comunque? Sì.

 

BABY, YOU MAKE ME CRAZY

Cosa puoi fare quando la persona che ami ti dice “no”?
Sam suggerisce di dimenticarla circondandosi di amiche e buona musica.
Io ho un’idea migliore:

 

NO PEACE feat. Yebba

Yebba?

 

PALACE

Ragazzi io ci sto provando ad usare l’ironia per camuffare il pesante senso di disperazione che l’ascolto di queste canzoni mi provoca ma scusatemi qua non c’ho proprio un cazzo da ridere, vado un attimo a scorrere i messaggi stellinati su whatsapp e svenire.

“And I know we’ll both move on
You’ll forgive what I did wrong
They will love the better you
But I still own the ghost of you”

 

PRAY

Quant’è vero che anche i più frequenti e creativi bestemmiatori sono capaci di pregare? Quando le cose vanno male l’unica cosa a cui possiamo affidarci è l’illusione di una creatura ultraterrena che sappia premiare la nostra fedeltà e riportarci sulla retta via. Grazie, Sam, per averci palesato con questa splendida canzone quanto l’umanità intera sia irrimediabilmente paraculo. Camalow.

 

NOTHING LEFT FOR YOU

Parafrasando: mi sono innamorato di uno stronzo che mi ha spezzato il cuore e tu puoi offrirmi tutto l’amore del mondo ma io non potrò mai accettarlo perché l’amore che potevo darti in cambio l’ho già sprecato tutto in passato e non mi è rimasto più niente. Mi si è disgregata l’anima solo a scriverlo.

 

THE THRILL OF IT ALL

 

SCARS

Sam parla del divorzio dei suoi genitori e di come questo abbia sconvolto la sua vita e quella dei suoi fratelli, ma celebra il modo in cui sia la madre che il padre siano stati in grado di sistemare i loro cuori ammaccati e curarne le cicatrici. Questo è come mi sento al momento.

ONE DAY AT A TIME

 

Se volete ascoltare l’album, premete qui e non dimenticate di farmi sapere che ne pensate! Sono @ribster_ su instagram (qui) e twitter (qui). Alla prossima 🤡

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