Voli low-cost? Forse un disastro per il pianeta.

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Volare prima dell’avvento delle compagnie low-cost era un lusso riservato a pochi fortunati. La popolazione mediamente volava poco, e questo ha contribuito al fatto che non si parlasse mai dell’impatto ambientale dell’aviazione civile.

Se è doveroso notare che negli ultimi anni sono stati condotti molti sforzi per migliorare l’efficienza energetica degli aeromobili e dei propulsori, è altrettanto vero che l’aereo resta il mezzo di trasporto in assoluto più inquinante.

Ecco un’interessante infografica dell’EEA, l’European Environmental Agency:

EEA comparison
(fonte dell’immagine: EEA)

Quanto inquiniamo, come passeggeri, quando viaggiamo in aereo? Emettiamo 285 grammi di CO2 per kilometro.

Per comparazione, viaggiando in treno, le emissioni scendono a 14 grammi per kilometro. Il treno si configura come il mezzo più ecologico. E’ bene precisare che questi sono dei dati “mediati”. Il calcolo dell’effettivo impatto ambientale dell’aviazione è complesso per via delle interazioni dei gas di scarico con l’alta atmosfera.

Pensiamo ad un volo interno a corto raggio, come Roma – Catania. Si tratta di circa 540 km, ovvero 154 kilogrammi di CO2 per passeggero. Un Airbus A320 tipicamente trasporta 150 passeggeri. Segue che su una tratta simile, un singolo volo a pieno carico rilascia 23 tonnellate di CO2 nell’ambiente.

Per voli più lunghi come Milano – Londra (circa 1000 km), la cifra quasi raddoppia.

E’ facile concludere che tanti più voli ci sono ogni giorno, magari a pieno carico, tanto maggiore sarà la quantità di inquinanti emessi (e ricordiamo che la CO2 è un gas serra, quindi contribuisce al riscaldamento globale).

Il problema quindi è: quanto di frequente si effettuano i voli e con quante persone a bordo.

Qui si inseriscono le compagnie aeree low-cost. Una compagnia aerea low-cost, a differenza di quelle tradizionali, punta ad effettuare voli frequenti e a pieno carico, spesso in aeromobili con configurazione a classe unica per aumentare al massimo la capacità.

D’altra parte, è anche vero che le compagnie low-cost allestiscono gli aeromobili con lo stretto indispensabile. Niente schermi, bar, docce, suite private o quant’altro. Riducendo l’allestimento, il peso a vuoto dell’aereo diminuisce e quindi, a parità di numero di passeggeri, un aereo “low-cost” inquinerà meno.

Tuttavia è sempre bene tenere a mente la frequenza con cui vengono effettuati i voli e la richiesta da parte dei clienti, in continua crescita grazie ai prezzi spesso estremamente competitivi.

Alcune compagnie, offrono anche più voli di andata e ritorno da una destinazione in giornata. In altre parole diventa “fattibile” ciò che solo 30 anni fa era inimmaginabile per un fattore puramente economico: partire la mattina da Roma o Milano, passare la giornata a Londra o Berlino e rientrare in serata. Il tutto magari con 20€.

E’ previsto un forte aumento del traffico aereo nei prossimi decenni, e questo potrà vanificare quanto è stato fino ad oggi fatto sul fronte dell’abbandono del carbone, sugli investimenti per energie rinnovabili ed efficienza energetica. Al momento, infatti, le emissioni degli aerei sono sempre sfuggite alla regolamentazione. Di recente in Europa sono state approvate delle misure che prevedono penalità economiche per le compagnie che superano una certa quantità di emissioni nocive. Queste misure si vorrebbero estendere a livello globale, incontrando l’opposizione di paesi come il Brasile, la Cina e l’India.

Nel campo dell’aviazione, non esiste al momento una alternativa ai combustibili fossili. Se da un lato è vero che gli aeromobili diventano più efficienti, è anche vero che l’aumento vertiginoso del traffico “vanifica” gli effetti positivi della tecnologia più avanzata. Riguardo le alternative, il progetto di Airbus di realizzare un velivolo a propulsione elettrica è ancora lontano dal diventare una realtà commerciale.

Volete sapere quanto inquinate viaggiando? Qui trovate il calcolatore.

Per approfondire:

  • https://www.eta.co.uk/environmental-info/air-travels-impact-on-climate-change/
  • http://www.oecd.org/greengrowth/greening-transport/41508474.pdf
  • http://www.nytimes.com/2013/01/27/sunday-review/the-biggest-carbon-sin-air-travel.html
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Ho 26 anni, di Venezia.
Studio Fisica all’Università di Padova. Mi piace analizzare in modo più asettico e meno di pancia i temi dell’attualità e scientifici, ricavando notizie da più fonti e confrontandole in modo da estrarre l’informazione, al di là delle preferenze personali.

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