La cava degli sguardi

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Di solito, quando passeggiamo in un bosco o contempliamo un paesaggio, siamo noi a osservare la natura. Ci dimentichiamo, spesso, che anche lei è in grado di osservarci e scrutarci.

Una delle opere d’arte che ce lo ricordano è la Cava Dipinta di Rubbio (VI), attraverso la quale un artista locale, Toni Zarpellon, ha deciso di trasformare una vera e propria ferita della montagna in un luogo di riflessione.

L’opera scatena senza dubbio delle domande pressanti, che nascono dalla sensazione di forte inquietudine che il visitatore prova entrando nello spazio della Cava. Una moltitudine di occhi dipinti con colori sgargianti nei massi della Cava interrogano l’uomo: davvero credi di non essere osservato? Davvero credi di avere la supremazia sulla natura?

Le radici storiche e sociali dell’opera, in effetti, dimostrano la necessità di riflettere sul rapporto uomo-natura. Le cave di Rubbio, infatti, sono il risultato dello sfruttamento territoriale del passato, quello compiuto in nome del “progresso”. Ecco dunque la necessità di mettere in guardia l’uomo, con un’installazione del tutto particolare che negli anni non ha smesso di suscitare forti reazioni.

Vicino alla Cava Dipinta è possibile visitare anche la Cava Abitata, dove l’artista ha utilizzato rottami di recupero per creare volti che emergono dalle pietre.

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