Finalmente la Cina vieta la vendita di avorio

image_pdfimage_print

La vendita e la lavorazione dell’avorio, per secoli orgoglio nazionale, FINALMENTE è illegale in Cina. Si tratta di un grosso passi avanti nello sforzo di salvare gli elefanti e i rinoceronti africani dall’estinzione. Il 70% del consumo mondiale di avorio avviene infatti in tale nazione. La Cina aveva intrapreso politiche restrittive già nel marzo del 2017, quando erano state costrette alla chiusura le prime 67 attività commerciali, ma ora, a pochi giorni dall’inizio del nuovo anno, anche i 105 laboratori sopravvissuti hanno dovuto cessare le loro attività.

La decisione delle autorità di Pechino è stata accolta con grande soddisfazione dalle associazioni ambientaliste che da anni si battono per salvaguardare questi animali. Secondo il capo di Traffic China e del Programma per il commercio della fauna selvatica del WWF in Cina, si tratta di “un momento storico”, di una decisione che “aiuterà a invertire il declino delle popolazioni dei pachidermi africani.
Centomila sono infatti elefanti africani uccisi dai bracconieri in soli tre anni: è questa conclusione di uno studio che per la prima volta ha fornito stime attendibili sull’impatto del bracconaggio in Africa. Solo nel 2011, un elefante africano su 12 è stato abbattuto da un bracconiere.
Secondo lo studio, che conferma anche altre stime tratte da ricerche sul campo, nell’Africa Centrale, la regione del continente più colpita, la popolazione di elefanti è calata del 64% negli ultimi 10 anni. Colpa soprattutto del mercato nero dell’avorio: la domanda, proveniente soprattutto dalla Cina e da altri paesi asiatici, e la confusione generata dalla vendita una-tantum di una partita di avorio confiscato hanno contribuito a tenere alti i prezzi, incentivando il bracconaggio. Zimbabwe e Zambia si trovano al secondo e terzo posto nella classifica dei paesi africani con più elefanti. Secondo stime recenti, ospitano rispettivamente 80.000 e 20.000 individui, questo significa che possono fungere da “serbatoio” dal quale gli elefanti possono migrare per ripopolare altri territori.

Risultati immagini per strage avorio elefanti

Il bracconaggio è anche il nemico numero uno dei rinoceronti: in Sudafrica, dove vive l’80% degli ultimi esemplari, anche il 2017, il quinto di fila, si potrebbero contare oltre mille rinoceronti uccisi dai bracconieri per i loro corni. Il rinoceronte è infatti un animale prezioso: un chilo di corno viene venduto al prezzo di circa 100.000 dollari. Calcolando che un corno può pesare da 1 a 3 kg, se ne deduce che il valore di un animale va dai 100.000 ai 300.000 dollari. E se da un lato è in aumento il numero delle persone disperate o comunque in cerca di un bottino facile e disposte quindi a massacrare i rinoceronti, dall’altra aumenta in maniera esponenziale la classe benestante asiatica (solo in Vietnam il numero dei multimilionari è aumentato del 150% in 5 anni) con la disponibilità economica necessaria ad alimentare una tragica quanto folle domanda di corno.

Risultati immagini per strage avorio elefanti

(Non mi scuso qualora dovessi urtare la sensibilità di certe persone con queste foto, perché è giusto che esse vedano la malvagità e la crudeltà che può compiere l’essere umano)

Il 2018 inizia quindi con la speranza che gli elefanti e i rinoceronti possano essere più sicuri, ora che la Cina ha vietato le vendite di avorio commerciale: i prezzi sono in calo e gli sforzi di applicazione della legge in molte parti dell’Africa e dell’Asia sono molto migliorati. L’Onu ha chiesto all’unanimità il divieto delle vendite interne di avorio e molti paesi stanno rispondendo mettendo in campo azioni.

La strage di elefanti e rinoceronti in Africa per colpa dell’uomo è un tema a me caro, quindi non posso che essere contento per questa decisione.

Fonte: www.nationalgeographic.it/

Fonte foto: www.greenme.it, www.extremnews.com

About Stefano S. 96 Articoli
Mi chiamo Stefano e studio Nutrizione Animale. Mi piacciono la natura, gli animali, la lettura e sognare a occhi aperti.
Close
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: