Haters: chi sono e perché infestano la rete

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Sempre più spesso in rete e in tv si sente parlare del fenomeno degli haters, persone nascoste dietro profili e nickname all’apparenza banali e improbabili che trascorrono la maggior parte del loro tempo scrivendo commenti carichi d’odio e violenza. Il loro è un atteggiamento di provocazione costante, che contribuisce a rendere sterile ogni tentativo di comunicazione online. Fiorello su Periscope le ha definite persone che pensano “ore per fare una battuta” che nella vita reale non avrebbero mai fatto, uomini e donne che “non sarebbero in grado di confrontarsi in diretta”. Sono persone che soffrono e che non trovano miglior modo di sfogarsi se non insultando gli altri internauti.

L’etichetta che viene loro attribuita deriva dal verbo inglese “to hate”, cioè odiare, e deriva dalla loro tendenza di attaccare verbalmente personaggi di fama, come cantanti, youtubers, attori e musicisti. Tra i vip attaccati (solo per citarne alcuni) ricordiamo Justin Bieber, Cameron Dallas, Alba Parietti e Belen Rodriguez. In generale, recenti sondaggi hanno dimostrato che le categorie più attaccate dagli haters sono le donne, gli ebrei, gli immigrati e gli omosessuali.

Dietro a migliaia e migliaia di profili di haters, la Polizia di Stato conferma: “Sono persone di qualsiasi tipo”, non ascrivibili ad una particolare classe sociale o categoria professionale.

 

Fonte immagini: Pixabay.com

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