Ucciso in Africa il nemico giurato dei bracconieri

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Esmond Bradley Martin, uno dei maggiori investigatori al mondo dei traffici illegali di zanne d’elefante e corni di rinoceronte è stato assassinato a 76 anni nella sua casa di Nairobi, capitale del Kenya. Secondo quanto riferiscono i media locali, sarebbe stato trovato morto dalla moglie, ferito al collo da un’arma da taglio. Potrebbe trattarsi dell’epilogo di un furto con scasso, ma non si esclude la pista della ritorsione.

Era arrivato in Kenya negli anni ’70 in pieno boom di richieste d’avorio. Nel corso dei decenni i suoi sforzi per svelare i traffici illeciti di trofei di fauna selvatica hanno incluso l’identificazione dei punti caldi del mercato nero e la determinazione dei prezzi dell’avorio illegale e del corno di rinoceronte, informazioni molto difficili da ottenere. In decenni di attività di investigatore, si era inimicato trafficanti e cacciatori, vivendo numerose situazioni di pericolo nei luoghi più remoti del mondo.
Martin lavorava in prima linea per portare allo scoperto il traffico di avorio negli Usa, in Congo, Nigeria, Angola, Cina, Hong Kong, Vietnam, Laos e più di recente in Myanmar. Le sue indagini sul commercio dell’avorio hanno avuto un ruolo nella decisione cinese di chiudere il mercato legale dell’avorio alla fine del 2017.

In questo periodo Martin era impegnato a scrivere un rapporto su quanto aveva scoperto negli ultimi tempi, riferisce la BBC, sottolineando che spesso Martin aveva rischiato la vita per fotografare e documentare vendite illegali di avorio e corni di rinoceronte, oltre che investigando in Cina, Vietnam e Laos facendosi passare per un ricco compratore per verificare i prezzi al mercato nero. Un mercato che ha conseguenze devastanti sulla popolazione di elefanti africani, il cui numero si è ridotto nell’ultimo secolo da 5 milioni a circa 400 mila. I rinoceronti sono invece ormai meno di 30 mila. E si tratta di numeri che continuano a diminuire di anno in anno. Purtroppo in Africa ogni anno vengono uccisi circa 50 mila elefanti. In questo quadro, la morte di Esmond Bradley Martin rappresenta una perdita enorme per la comunità conservazionista internazionale.

Benché al momento non siano emersi collegamenti tra l’uccisione di Martin e la sua attività, è pur vero che negli ultimi anni si contano diversi omicidi tra conservazionisti dediti alla lotta al bracconaggio, tra cui quello di Wayne Lotter, un ecologista difensore degli elefanti, assassinato in Tanzania l’anno scorso. Molti ranger anti-bracconaggio dei parchi nazionali africani sono stati uccisi sul campo, più di 150 durante l’ultimo decennio nel Parco Nazionale Virunga della Repubblica Democratica del Congo e 21 nel Parco Nazionale di Garamba.

Persone come Martin hanno tutta la mia stima e il mio rispetto.

 

nationalgeographic.it

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Mi chiamo Stefano e studio Nutrizione Animale. Mi piacciono la natura, gli animali, la lettura e sognare a occhi aperti.
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