E’ morto Sudan, l’ultimo rinoceronte bianco settentrionale

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In un rifugio per animali, l’Ol Pejeta Conservancy, in Kenya, è morto Sudan, l’ultimo maschio di rinoceronte bianco settentrionale. La sorte di quasi tutte le specie di rinoceronti è legata alla volontà degli uomini: decenni di persecuzioni, alimentate dalle mode e da idiote credenze della medicina cinese, hanno causato la diminuzione drastica di molte popolazioni di questi grossi erbivori.
I rinoceronti bianchi settentrionali abitavano in alcune aree dell’Africa centrale: Ciad, Sudan, Uganda, Congo e Repubblica Centrafricana. La sottospecie era particolarmente vulnerabile, in particolare a causa dei conflitti armati che hanno investito la regione per decenni.
L’altra sottospecie, la meridionale, abita in Sudafrica, Namibia, Zimbabwe, Kenya e Uganda.
Sudan, che aveva 45 anni, è stato sottoposto a eutanasia per le sue condizioni critiche di salute. Era parte di un ultimo estremo tentativo di salvare la sottospecie, perché insieme al maschio erano alloggiate (protette giorno e notte dai bracconieri) due femmine: purtroppo, nonostante siano stati visti degli accoppiamenti, non è nato nessun piccolo. Ora della sottospecie restano solo le 2 femmine, Fatu e Najin, anch’esse anziane.
Nel 1975 Sudan era stato trasferito dal suo paese omonimo in Cecoslovacchia, dove rimase in prigionia fino alla fine del 2009. Il ritorno in Africa, alla Ol Pejeta Conservancy in Kenya nel 2009 ha avuto un ruolo fondamentale nel fornire un’assistenza a Sudan, compreso il sostegno alla salute ventiquattrore su ventiquattro, specialmente durante i suoi ultimi giorni.

La scomparsa di Sudan non è solo un momento di grande tristezza ma deve essere anche l’occasione per un’attenta riflessione sulla gravissima crisi della biodiversità e la perdita di specie che il pianeta sta subendo. La morte di Sudan non pone però fine ai progetti per la salvaguardia della sottospecie, perché la fertilizzazione in vitro può ancora essere usata per cercare di ottenere embrioni. Secondo i ricercatori, si potrebbe partire dal seme del maschio morto e da uova delle femmine ancora vive.

Il rinoceronte è una specie simbolo dei drammatici effetti del bracconaggio nel mondo. Rappresentato da 5 specie di cui 2 (rinoceronte bianco e rinoceronte nero) presenti in Africa e 3 (rinoceronte indiano, rinoceronte di Giava, rinoceronte di Sumatra) presenti in Asia, il rinoceronte rischia di scomparire nei prossimi decenni da tutto il pianeta. Questi animali sono stati ridotti praticamente al collasso da una caccia barbara e spietata che mira unicamente al commercio del corno, di fatto costituito semplicemente da cheratina (esattamente come le nostre unghie) ma nella tradizione della medicina e delle credenze cinesi, capace di curare malattie e disfunzioni tra cui il cancro e l’impotenza. Solo in Africa nell’ultimo decennio più di 6.680 rinoceronti sono stati uccisi dai bracconieri. Nel 2015 gli esperti hanno calcolato che nel solo Parco Nazionale del Kruger (in Sud Africa) siano entrati 7.500 cacciatori di frodo con un incremento del bracconaggio all’interno del parco del 43% rispetto l’anno precedente. Sempre in Sud Africa dal 2007 al 2016 il bracconaggio al rinoceronte è aumentato del 9000%.

 

Fonti: ilgiornale.itfocus.it

Foto: nhm.ac.uk

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Mi chiamo Stefano e studio Nutrizione Animale. Mi piacciono la natura, gli animali, la lettura e sognare a occhi aperti.
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