Tutto riciclabile entro il 2030

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Il provvedimento per l’utilizzo di sacchetti biodegradabili per il confezionamento di frutta e ortaggi in mercati, negozi e supermercati è al centro di polemiche in Italia nelle ultime settimane. Entro il 2030 però, tutti gli imballaggi di plastica sul mercato dell’Unione Europea dovranno essere riciclabili, e ‘utilizzo di sacchetti di plastica monouso sarà ridotto e l’uso intenzionale di microplastiche limitato.
Bruxelles metterà a punto nuove regole per uniformare il packaging e rendere i contenitori più utilizzati molto più facilmente riciclabili. L’obiettivo è risparmiare circa 100 euro per ogni tonnellata raccolta e rendere così molto più competititivo l’utilizzo del materiale di “seconda mano”, oggi spesso meno conveniente grazie ai prezzi bassi del petrolio.
Ogni anno in Europa vengono generati 25 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica, ma meno del 30% è raccolta per essere riciclata.
Se non si modifica il modo in cui vengono prodotte e utilizzate le materie plastiche, nel 2050 nei nostri oceani ci saranno più plastuche che pesci.L’unica soluzione a lungo termine è ridurre i rifiuti di plastica riciclando e riutilizzando di più. S

Con la strategia sulla plastica, si stanno gettando le basi per una nuova economia della plastica orientando gli investimenti in questo senso: in tal modo si contribuiranno a ridurre i rifiuti sulla terra, nell’aria e nei mari, offrendo al contempo nuove opportunità per l’innovazione, la competitività e un’occupazione di alta qualità. L’industria europea ha la grande occasione di sviluppare una leadership mondiale nelle nuove tecnologie e materiali e i consumatori hanno la possibilità di compiere scelte consapevoli a favore dell’ambiente.
L’Europa è nella posizione migliore per guidare tale transizione e questo approccio sarà fonte di nuove possibilità di innovazione, competitività e creazione di posti di lavoro. Con la strategia sulla plastica, la Commissione ha adottato un quadro di monitoraggio, costituito da una serie di dieci indicatori chiave che coprono tutte le fasi del ciclo, che misurerà i progressi compiuti nella transizione verso un’economia circolare a livello nazionale e di Ue.

Il nuovo pacchetto di disposizioni si concentra in particolare sul tentativo di prevenire la dispersione di plastica in mare. Nuove norme relative agli impianti portuali di raccolta si concentreranno sui rifiuti marini nelle acque prevedendo misure intese a garantire che i rifiuti generati a bordo di imbarcazioni o raccolti in mare non siano abbandonati, ma riportati a terra e lì adeguatamente gestiti. Sono inoltre comprese misure volte a ridurre l’onere amministrativo che grava sui porti, le navi e le autorità competenti.
La direttiva relativa agli impianti portuali di raccolta dovrà essere sottoposta quindi al Parlamento europeo e al Consiglio per l’adozione. In linea con quanto disposto dalla comunicazione ‘Legiferare meglio’, la Commissione presenterà la proposta in materia di prodotti di plastica monouso nel corso del 2018.

La decisione della Commissione è stata accolta da commenti sostanzialmente positivi da parte delle associazioni ambientaliste. La strategia contro la plastica dell’Unione Europea è un primo e importante passo per combattere uno dei drammi che caratterizzano la nostra civiltà, ossia la plastica, il terzo materiale umano più diffuso sulla Terra dopo acciaio e cemento. Purtroppo l’orizzonte del 2030 appare un po’ troppo lontano rispetto ad una vera e propria emergenza che sta assumendo, giorno dopo giorno, dimensioni estremamente preoccupanti e sulla quale bisogna intervenire il più presto possibile.

Fonte: www.nationalgeographic.it

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Mi chiamo Stefano e studio Nutrizione Animale. Mi piacciono la natura, gli animali, la lettura e sognare a occhi aperti.
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