Le 10 piante che fanno rimpiangere agli allergici di essere nati

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Ah, la primavera! Le farfalle svolazzano di fiore in fiore, gli uccelli si destano dall’inverno e cominciano a cinguettare, il sole ci migliora l’umore, i gatti in calore decidono di miagolare alle 4 del mattino sotto la tua finestra, i germogli delle piante si aprono e per noi allergici comincia un periodo di starnuti, occhi rossi, fiumi di moccolo e antistaminici ingoiati come fossero caramelle.

La pollinosi è una reazione allergica che si manifesta con cadenza stagionale in soggetti ipersensibili a pollini di specifiche famiglie di erbe, di fiori e di alberi. Tra le diverse aree italiane esistono differenze significative nella sensibilizzazione ai vari pollini, infatti la presenza di granuli allergenici è influenzata dal clima e dalla diffusione della vegetazione nel territorio. I pollini anemofili, cioè trasportati dal vento, rappresentano i principali allergeni della malattia: vengono ampiamente diffusi nell’ambiente e, a causa delle loro ridotte dimensioni , possono essere inalati e penetrare nelle vie respiratorie, dando origine alle manifestazioni cliniche tipiche della patologia.

L’allergia ai pollini si presenta con un complesso di sintomi clinici (oculari, nasali e bronchiali), che occorrono con periodicità stagionale, più frequentemente in primavera e in autunno.
Le manifestazioni della pollinosi comprendono la rinite allergica e l’asma bronchiale, ma non solo. Altri sintomi sono: lacrimazione, fastidio alla luce, starnuti ripetuti, prurito al naso e/o al palato, tosse secca e stizzosa, cefalea e fatica a tenere gli occhi aperti a causa del bruciore.
Tra chi risulta essere allergico alle piante, c’è chi è più sensibile alla parietaria e chi più all’olivo, chi non è allergico alla betulla e chi invece si strapperebbe gli occhi alla vista di un viale di pioppi. Vediamo quindi quali sono le 10 piante che estirperemmo volentieri dalla faccia della terra.

1. Betulla
I pollini sono molto allergenici e ne è sensibile l’8% della popolazione. Fiorisce da marzo a maggio e produce grandi quantità di polline.

2. Ontano
I pollini sono molto allergenici e in genere sono i primi a comparire all’inizio dell’anno tanto che i sintomi possono essere scambiati per un banale raffreddore. L’ontano nero e l’ontano bianco fioriscono da gennaio ad aprile, mentre l’ontano verde fiorisce da maggio a giugno.

3. Nocciolo
Un’altra pianta i cui pollini compaiono all’inizio dell’anno è il nocciolo. Fiorisce infatti da gennaio ad aprile ed è altamente allergenico.

4. Salice
Grazie alla scarsa quantità di polline prodotto, il salice non provoca allergie significative al contrario di altre piante. Infatti è una pianta entomofila, quindi per la sua riproduzione, si affida all’azione degli insetti e non a quella del vento. Attenzione però a fare un picnic sotto le sue fronde, perché la sua allergenicità si manifesta nelle immediate vicinanze. Il salice fiorisce da marzo a maggio.

5. Platano
Fiorisce da aprile a maggio e produce notevoli quantità di polline a livello locale.

6. Pioppo
Fiorisce da marzo a maggio e non è particolarmente aggressivo.

7. Quercia
Produce una gran quantità di polline che rilascia tra aprile e maggio.

8. Carpino
La quantità di polline prodotto è moderata e fiorisce da marzo a maggio.

9. Olivo
Fiorisce da maggio a giugno.

10. Parietaria
Se l’inferno fosse verde e lussureggiante, per me risulterebbe pieno di cespugli di parietaria. La sua fioritura è molto lunga e si protrae da marzo a settembre. Questa pianta libera grandi quantità di pollini molto piccoli, quindi facilmente trasportabili dalle correnti d’aria e in grado di penetrare nelle vie aeree anche in profondità. Inoltre, in particolare nel sud Italia, il polline è presente per un periodo molto lungo e questo comporta un alto grado di esposizione.

About Stefano S. 112 Articoli
Mi chiamo Stefano e studio Nutrizione Animale. Mi piacciono la natura, gli animali, la lettura e sognare a occhi aperti.
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