Calà del Sasso: la vita è fatta a scale!

4444 scalini di bellezza

Un tratto della Calà del Sasso.
Tempo per la lettura: 2 minuti circa

“La vita è fatta a scale…”, diceva mio nonno quando le vicissitudini della vita quotidiana sembravano troppo altalenanti. Guardando e percorrendo la severa scalinata della Calà del Sasso, viene proprio da crederci!

La Calà del Sasso è la più lunga scalinata d’Italia. Costruita nel 1300, interamente in pietra, collega il paese di Valstagna nella Valsugana alla frazione di Sasso di Asiago, sull’altipiano.

Lo scopo della sua costruzione fu prevalentemente economico: serviva infatti come via di trasporto del legname, risorsa di cui questi paesi sono ricchissimi. Il fiume Brenta, a fondo valle, avrebbe fatto il resto della fatica: attraverso la fluitazione del legname e la sua organizzazione in zatteroni, esso sarebbe confluito verso le zone costiere e utilizzato per gli enormi arsenali della Serenissima.

La Calà (da “calare”, appunto) è infatti composta di una lunga scalinata, a fianco della quale prende posto un canalone sul quale venivano trascinati i tronchi dell’altopiano. Segno di un’economia antica, questo sentiero è ormai riservato alle escursioni ricreative e culturali.

Quando si comincia a salire questa scalinata ci si accorge subito che è fatta per scendere. La pendenza è tra il 20% e il 40% e dopo i primi tornanti i muscoli cominciano a protestare.

La mente però gode di tutta la bellezza del paesaggio e ripensa alle antiche leggende cui è legata la Calà. Per esempio quella di Niccolò e Loretta, due innamorati asiaghesi che sfidarono il tempo e la morte pur di celebrare il loro matrimonio. Loretta, gravemente malata, affida la sua vita all’amato Niccolò e alla speranza di recuperare un potentissimo unguento guaritore a Padova; Niccolò quindi sfida l’impervia Calà; arrivato a Valstagna si fa prestare un cavallo e corre all’impazzata verso Padova, dove recupera il medicamento; infine risale la Calà di notte, in una lotta contro il tempo, e salva la sua Loretta.

Inutile dire che vissero tutti felici e contenti; contenti quasi quanto te, che quando arrivi in cima alla scalinata, sbucando a Sasso con il desiderio di addentare il panino che hai nello zaino, tiri un sospiro di sollievo e respiri la bellezza.

E poi giù, in un baleno, poggiando i piedi su scalini calcati da chissà quante generazioni. Tornato a Valstagna ti ripeti che sì, la vita è proprio fatta a scale!

 

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