Bracconiere divorato dai leoni in Sudafrica

Le autorità non sanno con esattezza perché l'uomo trovato morto si trovasse nella riserva naturale

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In Sudafrica è stato rinvenuto il cadavere di un uomo dilaniato da un branco di leoni e le autorità sospettano si trattasse di un bracconiere. Secondo le fonti locali gran parte del corpo sarebbe stato consumato, rendendo così difficoltoso il riconoscimento. Nelle vicinanze del corpo sono stati rinvenuti anche un fucile da caccia e delle munizioni.
L’uomo si trovava all’interno della Ingwelala Private Nature Reserve, una riserva di caccia privata nei pressi del Kruger National Park, nel Sudafrica Nord-orientale. Si ipotizza che l’uomo si sia introdotto illegalmente nella riserva senza permesso e il ritrovamento dell’arma ha contribuito a convincere le autorità che vi si trovasse per cacciare di frodo.

Senza altre prove consistenti, risulta difficile stabilire se il suo obiettivo fossero proprio i leoni. Il giornale locale Sowetan Live riporta la dichiarazione di un dipendente della riserva, che ha descritto quella zona come “territorio dei leoni”.
Da sempre in quella regione del Sudafrica si registrano livelli elevati di bracconaggio ai danni di rinoceronti, animali estremamente richiesti, ma nel 2017 si era registrato un leggero calo. Nell’area del Kruger ci fu un aumento drastico tra il 2007 e il 2014, quando il numero di rinoceronti uccisi aumentò da 13 l’anno a oltre mille. In alcune parti dell’Asia i loro corni sono estremamente richiesti perché vengono usati come una forma inefficace di medicina alternativa.

I bracconieri della regione vanno anche a caccia di avorio d’elefante e bush meat, ovvero selvaggina di foresta, come antilopi, scimmie e uccelli. Quando puntano ai leoni, invece, le parti del corpo che prelevano sono i denti e gli artigli. Lo scorso ottobre due leoni sono finiti vittime del bracconaggio nel loro recinto in una riserva naturale. Quando li hanno trovati non avevano più la testa, la coda, le zampe e la pelle. Queste parti vengono usate come decorazioni ma hanno anche un ruolo nella medicina tradizionale che prende il nome di muti.

In un’intervista con National Geographic dello scorso autunno, Panthera, il gruppo che si occupa di conservazione dei grandi felini, ipotizzò che il commercio legale di parti del corpo dei leoni in cattività alimenterebbe la richiesta anche per quelli selvatici. Dal 2016 in poi il bracconaggio ai danni dei leoni è andato gradualmente aumentando. Spesso le parti del corpo di questi felini vengono rinvenute insieme a quelle di rinoceronte.

 

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Fonte: www.nationalgeographic.it

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Mi chiamo Stefano e studio Nutrizione Animale. Mi piacciono la natura, gli animali, la lettura e sognare a occhi aperti.
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