L’ingrediente sconosciuto della birra che ha fatto arrabbiare i vegani

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Incredibile, ma vero: a volte le cose più inattese sono anche quelle più verosimili. Così, se siete amanti della birra, conoscerete certamente la sua storia e le secolari tradizioni legate alla sua produzione. Eppure non tutti sanno cosa mangiano, così come ciò che bevono. Ecco allora che vi sveliamo uno degli ingredienti impensabili della birra: la colla di pesce.

La colla di pesce è un sottoprodotto dell’industria ittica ottenuto dalla vescica natatoria e dalla cartilagine dei pesci che serve a rendere la storica bevanda più chiara e a potenziare l’azione dei lieviti in fase di filtraggio. E anche se durante il processo di produzione buona parte ne viene eliminata, analisi di laboratorio dimostrano come nel prodotto finito è possibile rinvenire ancora delle tracce di colla di pesce. 

Ecco perché le associazioni dei vegani hanno promosso numerose petizioni per richiedere l’utilizzo di sostanze diverse nella produzione della birra. Decisamente in direzione vegana la svolta di Guinness, lo storico marchio di birra irlandese che dal 2016 ha deciso di diventare vegan-friendly e di non impiegare più colla di pesce nel processo produttivo della birra. Ciò è stato stato reso possibile grazie a nuovo impianto di filtraggio.

Anche se l’impiego della colla di pesce nella produzione della birra ha una tradizione secolare, esistono molte alternative alla colla di pesce, prive di ingredienti di origine animale ma in grado di mantenere inalterato il sapore della birra. Basti pensare all’agar-agar, gelificante naturale ottenuto dalle alghe rosse, o la pectina, impiegata come addensante a partire da diversi tipi di frutta e verdura. 

Per ciò che riguarda invece la birra italiana non c’è di che preoccuparsi, poiché la birra nel nostro paese non è mai stata prodotta con la colla di pesce né contiene additivi. Per essere più tranquilli, comunque, è sempre buona norma leggere con attenzione l’etichetta. 

 

Fonte immagini: torange.biz

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